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Far mele
nel cuore della Valtellina
Menghina
L'azienda

“Amo la natura e
l’ecosistema, per questo riduco gli interventi allo stretto necessario…”

L’azienda ha sede a Bianzone e i nostri frutteti sono inseriti in un territorio seducente, che si apre a ventaglio su un ampio conoide, fra balze terrazzate coltivate a vigneto.
Garantire ai clienti prodotti di eccellenza, nel rispetto della terra che ci ospita: questa è la bussola che guida il nostro lavoro quotidiano.

Il territorio

Bianzone, terra di fertili
coltivazioni

Il fertile conoide di Bianzone ha conservato nei secoli la sua vocazione agricola.
L’esteso pendio di mezza costa è sempre stato disegnato dai filari delle viti.
Nel secolo scorso diversi vigneti hanno lasciato il posto a estesi frutteti che producono ottime mele, in quanto l’orientamento della valle regala al versante retico una ottima esposizione.

Da dove veniamo

In frutteto da
tre generazioni … guardando alla quarta

Negli anni ’50, sull’onda di un interesse comune a molte famiglie, nonno Pietro ha impiantato i suoi primi frutteti. Negli anni ’70 l’affiancamento del figlio Dario ha permesso di mettere a dimora nuove piante e incrementare la produzione.
L’azienda è ora passata al nipote Gian Piero, che ha scommesso nell’agricoltura di montagna e nell’eccellenza di prodotti di nicchia.
L’altra scommessa è quella che guarda alla quarta generazione composta dai nipoti di Gian Piero: Ilaria, Alessia e Andrea i quali saltuariamente collaborano in azienda.

Nonno Pietro

Di mestiere, contadino

Come molti suoi coetanei, Pietro si guadagnava da vivere lavorando la terra. È stata sua l’idea di provare a coltivar mele e, col senno di poi, “ci ha visto giusto”.

Papà Dario

Contadino a metà tempo

Il posto fisso alla Centrale idroelettrica di Stazzona è stato importante per metter su famiglia con Romana, ma Dario non ha mai fatto mancare il suo aiuto in campagna, e a metà degli anni settanta si è inserito in azienda approntando migliorie.

Gian Piero

Un bancario tornato alla terra

La passione per la terra, ereditata dai nonni, nel 2013 l’ha spinto a svestire la giacca e la cravatta per dedicarsi alla frutticoltura e dare nuovo impulso all’azienda di famiglia.